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Sindrome dell'Intestino Gocciolante: da cosa è provocata e come guarire


Sindrome dell'Intestino Gocciolante: da cosa è provocata e come guarire 16/05/2016

Quando l’apparato digerente funziona bene, solo alcune sostanze possono attraversare la mucosa dell’intestino ed entrare nel flusso sanguigno. Ma quando le condizioni non sono ottimali, può verificarsi un’infiammazione della mucosa intestinale, specialmente del colon e del retto, con conseguente diminuzione della sua impermeabilità, chiamata Sindrome dell'Intestino Gocciolante (Leaky Gut Syndrome). Accade, infatti, che alcune particelle estranee, dopo aver attraversato la mucosa intestinale, entrino nel flusso sanguigno, provocando la reazione del sistema immunitario, che lo attacca, generando una risposta immunitaria ed infiammatoria. E’ stato dimostrato che questo fenomeno può causare diverse altre forme di sofferenza tra le quali la perdita di permeabilità.


Sindrome dell'Intestino Gocciolante: in cosa consiste

La perdita di impermeabilità, permette a tossine, funghi (candida) ed altri parassiti, che normalmente non potrebbero attraversare la mucosa intestinale, di superare la barriera protettiva e passare in circolo. Quando queste sostanze anomale raggiungono concentrazioni elevate, mettono in crisi la capacità detossificante del fegato, creando varie sintomatologie, comprese: confusione, perdita di memoria, mente annebbiata, ecc. soprattutto quando l’individuo si espone a fumo di sigarette o altri fumi tossici.


Ricordiamo che una valida difesa intestinale è necessaria per assicurare che gli Antigeni Alimentari non entrino in circolo, creando anche i presupposti per i nuovi fenomeni di allergie ed intolleranze alimentari. In condizioni normali, solo pochi antigeni alimentari riescono a superare la parete intestinale e vengono subito neutralizzati. Quando ci sono maggiori quantità di tali antigeni, gli anticorpi deputati a neutralizzarli si saturano, permettendo ad altri antigeni di attraversare la mucosa intestinale, passando tra le giunzioni intracellulari. Se questi antigeni riescono a superare anche la barriera epatica, sofferente per via di un sovraccarico “tossico”, questi antigeni possono raggiungere sedi distanti ed entrare in contatto con particolari cellule (i Mastociti) che liberano istamina, che determina una reazione allergica ed infiammatoria.

Quanto finora affermato, chiaramente, è solo una sintesi del complesso meccanismo di insorgenza della Sindrome dell'Intestino Gocciolante, ma tutto questo è ormai scientificamente confermato: un intestino sofferente e di conseguenza con scarsa capacità di “filtro”, può determinare diverse situazioni di sofferenza che non devono assolutamente essere sottovalutate. La Sindrome dell'Intestino Gocciolante è oggetto di attenzione e di studi da parte del mondo medico per le numerose variabili che entrano in gioco nella comprensione delle cause (molte volte scatenata da cattiva alimentazione) e nella comprensione dei sintomi correlati. Inoltre molte patologie Autoimmuni (i nostri anticorpi, aggrediscono le nostre stesse cellule), sicuramente sono legate a tale meccanismo d’azione (Lupus, Alopecia, Artrite Reumatoide, Polimialgia Reumatica, Fibromialgia, Sindrome da Affaticamento Cronico, Tiroiditi, Morbo di Crohn, Colite Ulcerosa, Sclerosi Multipla, ecc). Tutto questo spiega il perché, a seconda di dove si localizzano i complessi “Antigene-Anticorpo”, si avranno sintomatologie conseguenti (a livello di un’articolazione darà l’Artrite Reumatoide, a livello dei vasi una vasculite, a livello dello stesso intestino, potrà dare una colite, un morbo di Crohn ecc).


Sindrome dell'Intestino Gocciolante: i mediatori dell’infiammazione.


Esiste una sostanza in particolare, l’Acido Arachidonico, un Acido Grasso, prodotto anche dal nostro organismo in minime quantità, che se presente in abbondanza, mette in moto processi lenti che portano anche all’insorgenza di Patologie Cronico Degenerative. Particolarmente ricchi di Acido Arachidonico, risultano alimenti come carni, grassi animali, insaccati. Non meno attenzione dovranno ricevere i metodi di cottura: temperature molto alte (cotture alla brace, al forno, ecc), oltre i 120° C, liberano sostanze molto tossiche chiamate AGE (Advanced End Products) o “Glicotossine” (N- Carbossimetil-Lisina, Metilglicossale, Acrilammide), che contribuiscono ad alimentare i processi infiammatori (particolarmente ricchi di tali sostanze, risultano essere le Patatine Fritte, le Carni alla brace, Prodotti da Forno).

 

Sono stati identificati dei “Recettori”, i RAGE, specifici per i prodotti finali della Glicosilazione (AGE). Queste attivazioni recettoriali, provocherebbero l’aumento dello Stress Ossidativo, della produzione della Proteina C Reattiva (PCR) e di Citochine Pro-Infiammatorie, come il TNF-Alfa: di conseguenza, queste sostanze ed i loro recettori, avrebbero un ruolo fondamentale nella risposta infiammatoria e sarebbero coinvolti nei processi di invecchiamento ed in numerose malattie croniche, neurodegenerative, allergie, tumori. Le Glicotossine, sono sostanze insolubili, non digeribili e disfunzionali, che si accumulano soprattutto nel collagene e nella mielina. Questo servirebbe a spiegare la progressiva perdita di elasticità con conseguente “Rigidità” riscontrabile nei tessuti interessati. Questo sarebbe alla base di accumuli importanti, seguenti ad eccessive assunzioni di alimenti ricchi di “Glicotossine” e sviluppo di degenerazioni lente.
 

Dieta povera di Glicotossine, come strumento terapeutico della Sindrome dell'Intestino Gocciolante

Grande aiuto da alimenti ricchi di potenti antinfiammatori naturali, contenenti Polifenoli, Flavonoidi, Acidi Grassi Omega 3, Vitamina D. Quindi spazio a cereali come quinoa, miglio, sorgo, grano saraceno; frutta fresca e secca; verdure; pesce; legumi. Una sintomatologia quasi sempre presente insieme a quanto evidenziato, è quella dei gonfiori dopo i pasti o l’alternanza di stitichezza a diarrea. Di solito, molto spesso, viene curata in modo sintomatico, senza purtroppo portare a risoluzione.
 

E’ utile, anche ricordare quali possono essere le varie situazioni o abitudini che possono scatenare tale Sindrome.

  • Antibiotici (provocano una crescita eccessiva della Flora Intestinale anomala, batteri, parassiti, Candida).

  • Alimenti e bevande contaminati da parassiti (Giardia Lamblia).

  • Prodotti chimici presenti negli alimenti fermentati o industriali (coloranti, grassi idrogenati ecc).

  • Carenze enzimatiche (es. celiachia o Intolleranze al Lattosio).

  • Uso abbondante di Cortisonici.

  • Cibi contenenti carboidrati raffinati (merendine, torte, bibite analcoliche, pane bianco).

  • Uso di ormoni (pillola anticoncezionale)

 

A questo punto, sarebbe utile fare una breve rassegna di quelle che possono essere le varie alterazioni organiche, che si possono associare alla “Leaky Gut Syndrome”:

Celiachia, Colon Irritabile, Malattie Dermatologiche (Acne, Eczema, Psoriasi, Orticaria, Dermatite Herpetiforme), Insufficienza Pancreatica, Steatosi Epatica, Elevate concentrazioni di Radicali Liberi, Sindrome da Candidosi Cronica, Artrite Reumatoide, Malnutrizione, Morbo di Crohn, Rettocolite Ulcerosa, Autismo, Sclerosi Multipla. Inoltre il paziente di solito può lamentare: Astenia, Facile Stancabilità, Artromialgia, Febbricola, Intolleranze Alimentari, Meteorismo, Dolori Addominali Crampiformi, Diarrea o Alvo Alternante.

 

Ma come possiamo migliorare tale situazione? L’aiuto più importante, è stato confermato essere rappresentato dal rivedere completamente la propria alimentazione, impostandola in prevalenza, con una Antinfiammatoria.

Allora, saranno da eliminare anche per molto tempo (anche anni nei casi più severi):

lo zucchero, i prodotti con la farina bianca, tutti i cereali contenenti glutine (in particolare frumento, orzo, avena, segale), il latte e d i latticini, gli alimenti molto grassi, eccessivo utilizzo di caffeina, l’alcool, gli insaccati, le carni rosse cotte alla brace.

 

Mettere insieme una serie di informazioni, migliorare soprattutto la propria alimentazione e parlarne in maniera approfondita con il proprio medico, senza sottovalutare quanto si avverte, può sicuramente contribuire a migliorare una realtà che se non modificata, può diventare sempre più insidiosa.


Dott. Francesco Lampugnani



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