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Paradontite o piorrea: cause e rimedi


Paradontite o piorrea: cause e rimedi 13/06/2018

 

“Ho mal di denti” è un’affermazione molto generica che necessita un approfondimento serio; bisogna capire qual è la patologia che genera il dolore per affrontarla prima di incorrere in danni permanenti.

Bisogna sempre essere attenti alla salute dei propri denti, curarli con l’aiuto di un dentista specializzato ed essere capaci di riconoscere il sintomo evitando di aspettare di far progredire il dolore o l’infezione; il danno con il tempo potrebbe diventare irreparabile.

Anche nei casi più gravi, quando patologie come la malattia parodontale conducono alla perdita del dente, se ci si rivolge a dentisti specializzati in implantologia si riesce a trovare una soluzione. Ma andiamo con ordine, partendo proprio dalle basi.

 

Cos’è la piorrea?

Il termine piorrea è oggi giorno abbastanza desueto, difatti si preferisce utilizzare il termine sostitutivo “parodontite”. Proprio riguardo quest’ultimo aspetto, la Dr.ssa Paola Falchetti dello Studio Dentistico Roma San Giovanni afferma che è proprio l’etimologia della parola ad aiutarci nella comprensione del significato. La parodontite, infatti, altro non è che un’infiammazione del parodonto, cioè dell’apparato che sorregge il dente e che è costituito da gengiva, legamento (una sorta di elastico che connette il dente ) ed osso.
I sintomi in fase avanzata sono due, successivi perché portatori di due fasi dell’infiammazione, dalla più lieve alla più grave:

 

  • Sanguinamento delle gengive o gengivite

  • Ascessi con drenaggio di pus nelle fasi aggressive della malattia

 

Molto spesso fino a che non si forma il pus si tende a pensare che non sia niente di grave e così si perde tempo prezioso per la cura: l’infiammazione continua a progredire e a causare grossi danni.

 

Da cosa è causata la piorrea?

La piorrea è una malattia di origine batterica, in poche parole questi microrganismi attaccano le strutture che sostengono il dente, che abbiamo detto essere gengiva osso e legamento, e provocano un’infiammazione cronica che, se non trattata, può condurre fino alla perdita del dente.
Questo perché la piorrea provoca un progressivo riassorbimento dell’osso e quindi va a minare l’alloggiamento nel quale il dente “vive”.
Ma da che cosa è causata questa infiammazione così pericolosa e fastidiosa?
I fattori sono concomitanti, ma di sicuro possiamo citare:
 

  • Una scarsa igiene orale

  • Accumulo di placca e del tartaro

  • Problemi di occlusione

  • Predisposizione genetica

  • Fumo

 

E’ importante riconoscere il problema fin da subito, anche se è difficile perché spesso, soprattutto nelle fasi iniziali, la piorrea può essere asintomatica.

Oltre a quelli già citati prima, cioè sanguinamento delle gengive e pus, ci sono comunque altri sintomi che ci possono aiutare a capire: alitosi, mobilità dei denti, recessioni gengivali.

Se credi di aver notato uno di questi problemi, non aspettare oltre: il tempo di reazione è fondamentale!

 

Come prevenire o rallentare il decorso della piorrea

Avrai capito che la prima cosa da fare, ma questo vale per tutte le problematiche del cavo orale e non solo per la piorrea, è curare la propria igiene orale!

Parte tutto da qui: una scarsa igiene orale favorisce la formazione e l’accumulo della placca e soprattutto la sua “crescita” in zone difficilmente raggiungibili dallo spazzolino. In questi angoli nascosti, la placca si trasforma in tartaro, il quale, se non viene rimosso, dà vita a processi infiammatori che possono degenerare in paradontiti, molto dolorose e molto pericolose.


Ecco quindi che come soluzione immediata, se ancora il decorso della piorrea non è troppo avanzato, bisogna immediatamente ricorrere ad una profonda pulizia dei denti, che vada a rimuovere il tartaro.

In alcuni casi, quando la malattia è già più avanzata, si forma una tasca, tra la gengiva ed il dente, in cui l’accumulo di carica batterica quindi placca, e conseguentemente tartaro è più consistente, evolvendo in infezioni e conseguentemente perdita del dente: in questa zona la pulizia è già molto difficoltosa, ma il dentista con sedute successive riesce ad arginare problematiche più serie, ricorrendo per esempio alle LEVIGATURE SOTTOGENGIVALI

Le levigature o curettage sono delle sedute di igiene sottogengivale eseguite con piccoli strumenti manuali, il più delle volte effettuate con anestesia , che hanno l’obiettivo di rimuovere i forti accumuli di tartaro sottogengiva e di far regredire la tasca.

Chiedi al tuo dentista maggiori informazioni

Andando ancora avanti, nella scala di avanzamento della malattia parodontale, potrebbe essere necessario, sempre per salvare il dente, ricorrere a dei veri e propri interventi, fatti in anestesia locale, con l’obiettivo di creare un ambiente più accessibile per l’igiene quotidiana e garantire una maggiore stabilità dei denti.

 

Quando però il decorso è troppo avanzato e non si può salvare il dente, l’unica soluzione è rappresentata dall’implantologia.

 

L’implantologia per rimpiazzare i denti colpiti dalla piorrea o malattia parodontale

Col termine implantologia si intende la sostituzione di uno o più denti mancanti, tramite applicazione di un impianto, appunto, che si colloca nell’alloggiamento occupato dal dente “vero”, cioè all’interno dell’osso alveolare.

Dall’esterno dunque, la differenza neppure si vede, grazie agli enormi progressi nello studio dei materiali usati in campo odontoiatrico.

Una volta inserito l’impianto nell’osso, nella corretta posizione e angolazione, si attendono i tempi necessari per la guarigione, lasciando la maggior parte delle volte l’impianto sommerso e quindi non visibile, dopo circa 3-6 mesi di attesa, a seconda della tipologia di intervento e delle qualità dell’osso del paziente, si può procedere con l’inserimento della corona, e quindi della parte visibile del dente che è stato perso.

 

Nel caso dunque in cui la piorrea fosse in uno stadio troppo avanzato per salvare il dente, la soluzione è quella di procedere all’estrazione, igienizzare l’area colpita e poi procedere all’impianto.

 

Invece che procedere su due fasi, come sopra accennato, ci sono alcun studi odontoiatrici particolarmente avanti nella tecnica che propongono l’implantologia a carico immediato, che però nella maggior parte dei casi è realizzabile quando si perdono tutti i denti di una intera arcata,

In questo caso si procede all’applicazione del dente “nuovo” in un’unica seduta, producendo così un risparmio in termini di tempo ma anche di “ansia” che, come tutti sappiamo per esperienza personale, quando si va dal dentista gioca sempre un ruolo da protagonista!


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