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L'efficacia delle Onde d'Urto nelle fratture non consolidate


L'efficacia delle Onde d'Urto nelle fratture non consolidate 14/09/2019

Pur rivelandosi risolutive in diversi campi di applicazione, in questo articolo vogliamo evidenziare l’efficacia delle Onde d’Urto nelle fratture non consolidate.

Nata per trattare la calcolosi renale, questa terapia fisica strumentale d’avanguardia è in grado di riattivare i processi di guarigione dell’osso (osteogenesi riparativa). Favorisce ed accelera la guarigione delle fratture che faticano a saldarsi per due principali motivi: i ritardi di consolidazione in esiti di frattura e la pseudoartrosi.

Il trattamento delle Onde d’Urto si rivela estremamente efficace in quei casi non risolti dalle terapie conservative e chirurgiche.

L’evoluzione tecnologica ha consentito lo sviluppo e l’utilizzo di macchinari sofisticati (litotritori) capaci di colpire la zona interessata (anche molto piccola e prossima a strutture anatomiche importanti come nervi e vasi) in modo preciso e selettivo.

Se paragonate a Laser ed Ultrasuoni, le Onde d’Urto rappresentano la terapia d’elezione, in grado d’intervenire lì dove altri trattamenti falliscono.

Qual è il segreto di questa terapia avanzata? Quali sono gli effetti, i benefici ed i risultati che si possono ottenere nelle fratture non consolidate? Presentano controindicazioni ed effetti collaterali?

Scoprilo.

 

Il perché dell’efficacia delle Onde d’Urto nelle fratture non consolidate

Per comprendere l’efficacia delle Onde d’Urto nelle fratture non consolidate, è necessario spiegare cosa sono le Onde d’Urto e come funzionano.

Innanzitutto, sono onde di natura meccanica, non radiazioni ionizzanti, quindi il rischio di radioattività è escluso.

Queste onde acustiche ad elevata energia dalla superficie cutanea vengono veicolate in senso radiale verso il bersaglio da colpire: il tutto avviene per stimolazione meccanica diretta, selettivamente.

L’effetto di questa terapia strumentale non è traumatizzante perché non causa lesioni ai tessuti: è, al contrario, rigenerante, oltre che antinfiammatoria, antidolorifica, decontratturante e antiedemigena.

E’ rigenerante nel senso che favorisce la riparazione dei tessuti, migliora la microcircolazione (vasodilatazione), stimola cambiamenti biologici a livello cellulare.

Le Onde d’Urto hanno il potere di generare una nuova formazione di vasi sanguigni (neoangiogenesi) che consente una maggiore ossigenazione della zona colpita. Stimolano la riparazione e rigenerazione anche di tessuti scarsamente vascolarizzati.

La loro azione è nettamente superiore a quella degli Ultrasuoni (fino a 1000 volte più potente). Agiscono ad una profondità compresa tra 0 e 60 millimetri.

Si tratta di una terapia indicata per il trattamento di tendiniti, calcificazioni ossee e tendinee, fratture non consolidate, fibrosi muscolari, contratture, cellulite. Sono da escludere, invece, sulla colonna vertebrale.

 

Una terapia d’elezione che stimola la produzione di nuova matrice ossea

Un’onda d’urto è una sorta di esplosione controllata che produce una pulsazione sonora.

Quando entra nel tessuto, l’energia cinetica viene assorbita a seconda della struttura del bersaglio (tessuto o struttura).

In tessuti come i muscoli e le ossa il segnale sonoro cambia maggiormente generando l’energia più alta: in questi casi, si verificano i migliori effetti biologici.

L’efficacia delle Onde d’Urto nelle fratture non consolidate è elevata.

Questa metodica stimola la crescita ossea (osteogenesi riparativa) come hanno dimostrato le prime applicazioni all’inizio degli anni ’90 con l’induzione della formazione di callo osseo nell’arco di 6 settimane dall’applicazione delle Onde d’Urto senza il rischio di lesioni ossee strutturali.

Durante il trattamento, si sviluppa l’effetto cavitazionale. Nel tessuto osseo, grazie all’incremento del flusso ematico per neoformazione riparativa dei capillari, viene stimolata la produzione di nuova matrice ossea con conseguente consolidamento della frattura.

 

L’efficacia delle Onde d’Urto: questione di potenza erogata

Sono numerose le aziende che producono apparecchi elettromedicali di Onde d’Urto. La differenza tra i vari dispositivi sta nelle potenze erogate, nella qualità del segnale di uscita e, soprattutto, nella frequenza del macchinario.

L’apparecchiatura migliore per Onde d’Urto Radiali utilizza la tecnologia Storz in grado di erogare potenze massime di 5 Bar contro i 4 Bar (massimo) delle comuni apparecchiature. Il macchinario con tecnologia Storz consente di utilizzare automaticamente numerosi protocolli di trattamento pre-impostati e di effettuare sedute personalizzate lavorando con frequenze variabili comprese tra i 0,5 hz ed i 20 hz.

 

Le Onde d’Urto sono dolorose?

Questa terapia non invasiva è una valida alternativa al trattamento chirurgico, soprattutto in casi selezionati di ritardata consolidazione delle fratture e nelle pseudoartrosi ad elevato rischio chirurgico.

Il vantaggio è rappresentato dalla riduzione dei tempi di immobilità e da una precoce ripresa funzionale.
La terapia delle Onde d’Urto è generalmente ben tollerata.

In caso di applicazioni sull’osso, che richiedono un’intensità di energia irradiata più elevata, il paziente potrebbe provare dolore. Esiste la possibilità di ricorrere all’anestesia locale per rendere più tollerabile la terapia ma, ai fini del trattamento, la risposta dolorosa è un elemento importante. Conoscere la zona dolorosa significa individuare il bersaglio con le Onde d’Urto evitando colpi in aree dove non serve. E’ preferibile, quindi, sostituire l’anestesia con ghiaccio istantaneo almeno 10 minuti prima della seduta per ridurre il dolore.

Comunque sia, la tecnologia ha permesso di ridurre la sensazione dolorosa grazie ai tempi più rapidi resi possibili da macchinari sempre più potenti. Il paziente potrà avvertire dolore per 20-30 secondi (che equivalgono a circa 250-300 colpi erogati), dopodiché l’effetto antalgico e sedativo consentirà l’esecuzione del trattamento.

 

L’efficacia delle Onde d’Urto nelle fratture non consolidate: durata del trattamento

In base alle condizioni ed alle necessità del paziente, il medico ortopedico ed il fisioterapista imposteranno un piano terapeutico personalizzato.

La durata della terapia dipende dalle frequenze utilizzate dal fisioterapista da impostare in base al tipo di patologia ed al tessuto da trattare (tendine, muscolo, osso).

Generalmente, il protocollo prevede un ciclo da 3 a 6 sedute (di 5-10 muniti ciascuna) erogando 2000 colpi. Vengono eseguite circa 2 volte alla settimana a distanza di 48/72 ore per consentire al corpo di reagire al trattamento.

In casi più gravi come infiammazioni croniche, calcificazioni o fratture non consolidate, saranno necessarie più sedute anche distanziate nel tempo.

 

Controindicazioni ed effetti collaterali delle Onde d’Urto

Se il trattamento viene eseguito da personale qualificato, gli effetti collaterali non sono rilevanti:

  • arrossamenti cutanei;

  • edema (gonfiore);

  • intorpidimento sulla cute della zona trattata.

Le Onde d’Urto sono controindicate in caso di:

  • Gravidanza;

  • Terapia cortisonica recente (occorrerà attendere 6 settimane prima di eseguire il trattamento);

  • Assunzione di farmaci anticoagulanti per via orale (come Warfarin o Dabigatran);

  • Problemi di coagulazione (trombosi locali incluse);

  • Pacemaker;

  • Trombosi venosa, varici, flebite;

  • Età inferiore ai 18 anni per presenza di cartilagini di accrescimento;

  • Gravi cardiopatie;

  • Infezioni (virali e batteriche) dei tessuti molli o dell’osso;

  • Polineuropatie;

  • Tumori locali.


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