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Le diete pił efficaci: pro e contro tra quelle pił famose


Le diete pił efficaci: pro e contro tra quelle pił famose 10/08/2016

Dimagrire (o ingrassare) affidandosi ai consigli visti in TV o letti su internet, lo sanno tutti, è prassi poco ortodossa e addirittura dannosa; nonostante questa inconfutabile asserzione, il numero delle persone che si affida alle diete fai-da-te senza il supporto di un dietologo o di un nutrizionista è così in crescita che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha più volte lanciato un monito invitando alla cautela e al buon senso. Le diete più efficaci in realtà non esistono, esiste il perfetto regime alimentare per ciascun essere umano. Chiunque voglia dimagrire, infatti, non può non tenere conto dello stato della propria salute: costituzione morfologica, metabolismo, pressione arteriosa, valori della glicemia e stile di vita. Ognuno propone i suoi metodi più o meno validi, ma nessuno prende mai in giusta considerazione l’essere fatti in maniera diversa e di conseguenza dover assumere alimenti in maniera diversa. Si sente parlare di aumento delle Proteine, dei Gruppi Sanguigni, dei Corpi Chetonici, ecc ecc.  In questa pagina dal titolo  "Le diete più efficaci: pro e contro tra quelle più famose", pertanto, cercheremo di carpire le fondamenta, la veridicità, le indicazioni e le controindicazioni di ciascuna dieta. 

 

La dieta Life 120 di Adriano Panzironi

 

Premessa importante: Adriano Panzironi non è un medico ma un giornalista pubblicista appassionato di alimentazione. Il suo motto è "L'uomo può vivere fino a 120 anni trascorrendo la sua vita senza malattie." Nella presentazione del suo libro è proprio lui che dichiara "Non aspettatevi di trovare in questo libro un menù specifico, primo perché non ho il titolo per farlo ed in secondo luogo, perché preferisco che abbiate libertà di scelta, sempre, su cosa mangiare. È possibile, comunque, scegliere cibi molto grassi e saporiti (normalmente banditi nelle diete) in base ai propri gusti. E’ di fondamentale importanza evitare zuccheri semplici e complessi". Il regime alimentare proposto da Adriano Panzironi si basa sul controllo dell'indice glicemico e sulla sollecitazione degli ormoni "colecistochinina" e "leptina": il primo agisce sul senso di sazietà attraverso l'assunzione di grassi e il secondo (che è un ormone proteico) agisce sulla regolazione della "spesa calorica".

Nella dieta consigliata nel libro Life 120 gioca un ruolo importantissimo la colazione. Secondo Panzironi la colazione tipica italiana con cornetto e cappuccino o con fette biscottate e marmellata o ancora peggio, con i cereali e latte, compromettono qualsiasi intento di perdita di peso. Sempre secondo Panzironi, le colazioni di questo tipo hanno un duplice effetto negativo. Con un pasto a base di carboidrati si subisce, di prima mattina, un picco glicemico e, due ore dopo, un calo glicemico, il quale ci indurrà a desiderare un altro spuntino di solito orientato verso altri cibi a base di carboidrati (subendo un ulteriore picco glicemico). Al contrario la colazione salata, composta di proteine e grassi, permetterebbe di arrivare con la giusta fame all’ora di pranzo, evitando lo spuntino di mezza mattina (per effetto degli ormoni citati poco fa). Banditi gli zuccheri, la pasta, il pane, i cereali, le patate e i fagioli. Si alla carne e ai grassi di qualsiasi tipo.

Cosa c'è di vero: i grassi vantano un indice glicemico basso e poiché gli alimenti a basso indice glicemico sono assorbiti più lentamente, rimangono nel tratto digestivo più a lungo. Incredibilmente i grassi possono aiutare a controllare l’appetito e a ritardare lo stimolo della fame.

Di cosa bisogna preoccuparsi: Nella dieta di Panzironi non si parla degli effetti dannosi degli alimenti di origine animale. Non si fa accenno al colesterolo e alla pressione arteriosa. 

 

La dieta del Dottor Lemme

 

Parlare della dieta del dottor Lemme non è assolutamente semplice. Sebbene, infatti, vi siano diverse testimonianze di persone che approvano e difendono questo regime alimentare, sono numerosi anche coloro che lo trovano fin troppo stravagante, tanto che - per molti - la dieta Lemme è diventata famosa come "la dieta degli spaghetti a colazione". La filosofia della dieta Lemme infatti si basa sul rifiuto del conteggio delle calorie facendo invece una netta distinzione tra alimenti ammessi ed alimenti totalmente vietati. Tassativamente vietati biscotti, dolciumi e lo zucchero in genere, mentre si consiglia di fare colazione con un bel piatto di spaghetti purché si tenga sempre presente che il sale è un alimento del tutto vietato anche nell’acqua della pasta. Ma cos'è la dieta Lemme? In cosa consiste? Quali sono le sue fasi e cosa si mangia? Ma soprattutto fa bene o fa male? Cercheremo di capire in cosa consiste questo nuovo metodo, cosa c'è di geniale e cosa di pericoloso. Nel libro in cui spiega il suo metodo  alimentare, il dottor Lemme considera questo regime come una vera e propria filosofia dell'alimentazione. Egli non prescrivere nessuna terapia, ma cerca solo di dare consigli per combattere l'obesità considerando l'alimentazione da un differente punto di vista, dove non deve sembrare strano mangiare cipolle al mattino o abolire il sale. Partendo da principi medici e biochimici infatti il dottor Lemme studia di volta in volta "associazioni " di alimenti che possono portare il soggetto a perdere peso e migliorare il proprio stato di salute. Alla base della dieta del dottor Lemme ci sono 5 azioni da rispettare:
 

  • Mantenere sotto controllo l’indice glicemico degli alimenti
  • Scegliere alimenti in base alla loro composizione chimica
  • Fare attenzione agli orari dei pasti
  • Fare attenzione alle associazioni alimentari
  • Valutare il pool enzimatico individuale
     

La prima fase della dieta Lemme (che sostiene di far perdere 7-10 kg in un mese) viene stilata una lista di alimenti concessi in base alle risposte metaboliche e alle variazioni di peso corporeo della singola persona. La dieta Lemme si basa sulla teoria che per un dimagrimento veloce e per mantenersi in forma sono di primaria importanza i principi biochimici e non il conteggio delle calorie. 

Cosa c'è di vero: Anche per Lemme, così come per molti nutrizionisti, tutto ruota al valore dell'indice glicemico degli alimenti. L'azzeramento del sale da cucina nella dieta è sicuramente un fattore positivo.


Di cosa bisogna preoccuparsi: La dieta del dottor Lemme è lontana anni luce dal concetto di dieta Mediterranea. Anche se i pazienti soddisfatti del regime alimentare di Lemme sbandierano analisi del sangue perfette, ci sono ancora molti dubbi sull'equilibrio alimentare proposto. Per quanto efficace, un regime alimentare di questo tipo va tenuto sotto stretta osservazione da parte del proprio medico di famiglia. 

 

La dieta del dott. Montignac

 

Michel Montignac è stato tra i primi ad asserire che l'indice glicemico degli alimenti gioca un ruolo fondamentale nella perdita di peso corporeo degli esseri umani, diventando uno dei migliori specialisti nella cura di malattie metaboliche quali obesità, diabete e affezioni cardio-vascolari.

Secondo Montignac per lungo tempo i nutrizionisti hanno affermato che, per dimagrire, è necessario eliminare i grassi e mangiare principalmente glucidi. Il risultato di queste diete ipocaloriche a basso contenuto di grassi è stato un fallimento totale: l'obesità è aumentata del 400% dagli anni '60 ad oggi. La dieta Montignac, rispetto alle diete finora esposte, è l'unica che non richiede l'eliminazione né dei glucidi, né dei grassi, ma raccomanda al contrario il consumo di entrambi in proporzioni normali. I criteri di base sono semplici: I glucidi sono scelti in funzione del loro Indice Glicemico (IG), perché più l’IG è basso, più il dimagrimento è significativo. I grassi sono scelti in base al criterio cardio-vascolare, dato che alcuni grassi riducono i fattori di rischio e contribuiscono addirittura a perdere peso. L'esperienza ha dunque dimostrato che il dimagrimento è sostanziale e duraturo, con una riduzione dei fattori di rischio cardio-vascolare. La dieta Montignac promette di perdere ben 15 Kg in 3 mesi mantenendo comunque uno stile di vita sano ed equilibrato. Il menu quotidiano della dieta Montignac deve esser composto da una colazione abbondante, da un pranzo normale, da due spuntini e da una cena leggerissima. La frutta deve essere consumata lontana dai pasti, zucchero e pane bianco sono assolutamente proibiti così come la farina, patate, riso, pasta, pane, alcolici e altri alimenti ad alto indice glicemico. Questa la lista dei cibi consentiti e dei cibi vietati dalla Dieta Montignac:

 

Alimenti consentiti a basso indice glicemico: 

frutta, olio di oliva, uova, carne bianca, carne rossa, salumi, formaggi freschi e stagionati, lenticchie e fagiolini, insalata, pomodori, spinaci, melanzane, cavoli, broccoli, zucchine, cioccolato nero, albicocche, mandorle e noci, yogurt magro, latte, carote, fragole, pane integrale, spaghetti al dente, uva, olio di girasole, pesce;

 

Cibi non consentiti poiché ad alto indice glicemico (superiore ai 50): 

patate, burro, margarine, zucchero, farine bianche, dolci, riso, pasta troppo cotta, pasta fresca, gelato, fette biscottate, purè di patate, patate fritte, crepes, toast, kiwi, banane, melone, ravioli, peperoni, patate bollite, carote cotte, miele e marmellata.

Non esiste un menu predefinito per la dieta Montignac poichè gli alimenti permessi possono essere combinati a seconda dei propri gusti personali: l’unica regola è quella di non associare carboidrati ad alto contenuto di grassi con le proteine. Tuttavia, l’autore della dieta propone un esempio di menu settimanale volto alla perdita del peso. 
 

Cosa c'è di vero: Anche per Montignac, così come per molti nutrizionisti, tutto ruota al valore dell'indice glicemico degli alimenti. 

Di cosa bisogna preoccuparsi: La dieta del dottor Montignac non tiene conto del "Morfotipo" del paziente. La mancanza di un regime alimentare personalizzato e calibrato per ciascun soggetto potrebbe essere, per alcuni, dannoso.

 

Le diete più efficaci: la dieta del dott. Lampugnani

In uno dei suoi articoli, il dott. Lampugnani esordisce scrivendo: "Sono sempre stato affascinato da studi risalenti a migliaia di anni fa, ripresi da Ippocrate circa 2400 anni fa e recentemente avvalorati anche dal dott. Spattini, che prendono in considerazione la costituzione morfologica dei pazienti ed il relativo contesto Ormonale."

A titolo di chiarimento, per Costituzione Morfologica di un soggetto dobbiamo intendere l’insieme dei caratteri morfologici legati prevalentemente all’ereditarietà ed a situazioni metaboliche ed ormonali che differenziano per l’aspetto esteriore i singoli soggetti. Senza entrare tanto nei particolari, l’esperienza quotidiana conferma sempre più che la giusta interpretazione dell’aspetto morfologico ed il relativo controllo ormonale, sovrapposto all’uso di determinati alimenti più adatti ai vari controlli ormonali, permette al paziente di riorganizzare il proprio peso, la propria efficienza fisica e mentale. Nel tempo ogni individuo, a meno che non sia in perfetto equilibrio, tende ad essere governato - da un punto di vista ormonale - da una delle quattro ghiandole principali: Tiroide, Surrenali, Gonadi, Ipofisi; bene è noto ormai a tutti che certi cibi hanno la capacità di stimolare ciascuna di queste ghiandole in modo specifico. Inoltre, la prevalenza di un certo ormone, favorisce l’utilizzo di certi alimenti, che nel tempo iper stimolando quella ghiandola, ne causano l’esaurimento, abbassando il metabolismo ed aumentando l’accumulo di grasso  (Bieler e Abravanel). Partendo quindi dal presupposto che siamo “Onnivori” e che potremmo mangiare di tutto, la differenza terapeutica è fatta dal tipo di alimento e dal momento della giornata in cui è meglio assumere quell’alimento inteso logicamente come macronutriente.

Il dottor Lampugnani, durante i suoi numerosi interventi nei seminari e corsi di aggiornamento, spesso usa fare un esempio semplice ma molto efficace: molte persone, pur mangiando pochissimo, non dimagriscono. Modificando tipologia di alimento e momento di assunzione, cambia completamente la risposta del soggetto. Il dott. Lampugnani, nei programmi di rieducazione alimentare, indaga sempre su eventuali “Infiammazioni Silenti” del paziente derivanti da alimenti sbagliati o stili di vita non adeguati che, all’improvviso, esprimono i loro effetti nefasti.

La dieta del dott. Lampugnani: disintossicare, modificare determinate abitudini alimentari e personalizzare l'assunzione del cibo
Disintossicare e modificare determinate abitudini alimentari, questi sono, in sostanza, i capisaldi della dieta Lampugnani. A differenza delle diete appena descritte, Lampugnani vanta una visione legata anche all'aspetto infiammatorio del cibo. Limitare, ad esempio, l’azione pro-infiammatoria dei cereali (primo su tutti il grano) utilizzando cereali alternativi anche senza glutine, come il sorgo, il miglio, la quinoa, ecc. significa predisporre l'organismo del paziente a rispondere con più efficacia al nuovo regime alimentare e, contemporaneamente, abbassare la glicemia facendo assumere alimenti con basso indice glicemico. Quindi si ai carboidrati, ma scelti con estrema attenzione e somministrati in dosi differenti a seconda del “morfotipo”.

Applicare i concetti di alimentazione in funzione del Morfotipo e del controllo ormonale significa, per il dott. Lampugnani, agire con “precisione chirurgica” sul corpo del paziente. E' lui stesso che ci offre qualche esempio: “Se consideriamo un classico e molto diffuso soggetto con addome abbondante e tendente alla parte alta del tronco (questi soggetti vengono definiti a “Mela”) noteremo che lo stesso presenta una prevalente attività delle ghiandole surrenali. Queste persone tendono ad accumulare troppi grassi specie a livello  addominale e presentano livelli di cortisolo (stress) molto alti, con picchi nella prima parte della giornata. Questo particolare, associato al fatto che presentano una scarsa tolleranza verso i carboidrati (hanno anche l’insulina, oltre che la glicemia più alta in mattinata), mi porta a limitare almeno fino al tardo pomeriggio, i carboidrati, preferendo l’uso di proteine (nelle mie diete le proteine sono sempre associate a carboidrati). La mia, però, non è una dieta iperproteica: cambiano solo i momenti di utilizzo di questi macronutrienti offrendo il giusto spazio ai carboidrati a basso Indice Glicemico. Purtroppo i morfotipo “a mela” sono molto predisposti all’ipertensione ed alle malattie cardiovascolari. Devono evitare i dolci, i latticini, la carne rossa, gli insaccati ed i formaggi; spazio a cereali integrali, pesce, verdure, frutta, carne bianca.  Solo per darvi un esempio,  una giornata "tipo" di un morfotipo a mela potrebbe prevedere una colazione con proteine, pranzo con proteine e cena con dei carboidrati a basso I.G. con poche proteine:
 

  • Colazione con tè, pane di segale o cracker di amaranto, con bresaola, qualche mandorla.
  • Pranzo con pesce o carne bianca, verdure a volontà, cracker di amaranto, noci.
  • Cena con del sorgo o riso Integrale, con Verdure e Legumi (o altra proteine, di accompagnamento e non di prevalenza), Noci.
  • 2 Spuntini con frutta e frutta secca.


Il Morfotipo a “Pera”, invece, con disposizione del Grasso addominale verso il basso, dovrebbe alimentarsi con assunzioni opposte a quelle esposte.”
 

Cosa c'è di vero: Ogni soggetto risponde in modo differente ad una dieta. Indagare a fondo sulle abitudini del paziente, analizzare gli esami del sangue e ragionare sulla costituzione morfologica dello stesso è sicuramente l'approccio più serio che tutti i medici dovrebbero applicare.

Di cosa bisogna preoccuparsi: La dieta del dott. Lampugnani non ha controindicazioni grazie all'approfondita indagine che viene effettuata sul paziente prima della somministrazione della dieta.. 


Redazione direzionesalute.it



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